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venerdì 4 luglio 2008
La camorra dell'area flegrea:nasce l'alleanza di Quarto?
Quarto: la cittadina dell'area flegrea potrebbe essere la nuova base dalla quale starebbe per nascere un nuovo centro di potere malavitoso. Le difficoltà all'interno del clan che fa capo al boss Gennaro Longobardi, decimato da numerosi arresti e la separazione compiuta già da diverso tempo dagli ex alleati dei Benedeuce, starebbe per favorire la nascita di un nuovo "gruppo", pronto a mettere le mani sulle attività illecite tra Quarto, Pozzuoli e Monterusciello. Secondo l'attuale mappa del potere malavitoso, il clan dei Longobardi avrebbe Quarto come territorio pricipale ove operare. Pozzuoli, sarebbe prevalentemente, nelle mani dei Beneduce. Monterusciello, l'enorme quartiere sviluppatosi negli anni '80 dopo il terremoto che colpì Pozzuoli, è ora diventato una vera e propria terra di conquista per entrambi i clan. Per riuscire a strappare Monterusciello dal controllo dei due clan storici, si starebbe organizzando un terzo gruppo, una sorta di scissione trasversale, con uomini presi dall'una e dall'altra parte. A guidare le sorti del gruppo "terzo" ai clan potrebbe essere qualcuno che ha fiutato il momento giusto per agire. Il fulcro di questo nuovo potere sarebbe proprio la città di Quarto.
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La scissione del clan Longobardi-Beneduce è alle porte
La preoccupazione per la faida che starebbe per scoppiare all'interno dell'ormai ex clan Longobardi-Beneduce è tanta. Secondo gli inquirenti con gli omicidi del 26 giugno di Iacoviello e Di Bonito è iniziata la faida tra gli ex soci dei Beneduce e dei Longobardi. Prima il ferimento del nipote del boss Longobardi e poi l'assassinio al rione Toiano di Gennaro Perillo. In seguito alle indagini sfociate nel blitz di Toiano avvenuto tra il 9 e il 10 Ottobre 2006, per la prima volta gli inquirenti affermarono l'esistenza tra Pozzuoli e Quarto di un clan camorristico che si differenzia da quello dei Longobardi al cui vertice c'è Gaetano Beneduce. In base alla nuova mappa criminale tracciata dagli investigatori, il clan Longobardi controllerebbe il territorio di Quarto, in un legame instaurato con i boss Nicola Palumbo (detto faccia abbuffata) e Salvatore Cerrone (detto totore 'o biondo), mentre i Beneduce avrebbero il controllo di Pozzuoli, ad eccezione però di Monterusciello, per il cui controllo i clan avrebbero ingaggiato una lotta da cui sarebbero scaturiti gli ultimi omicidi avvenuti sul territorio. Un sodalizio, quello formato dai Longobardi e dai Beneduce di cui si iniziò a parlare dal 7 Dicembre 1994, quando alcuni killer uccisero all'interno del circolo Canottieri di Napoli l'allora capo della camorra flegrea: Gaetano Di Costanzo. Da quell'uccisione emerse un nuovo cartello camorristico vincente formato da Domenico Sebastiano (mimì a capa e morte) e Raffaele Bellofiore (lelluccio 'o biondo) da un lato, e Beneduce e Longobardi dall'altro. Una convivenza che finirà il 1 Giugno 1997, quando alcuni sicari entrarono in azione all'esterno del bar Fiore in via Ovidio al rione Toiano, uccidendo Sebastiano e Bellofiore e spianando, così, la strada al dominio incontrastato dei Longobardi-Beneduce.
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martedì 1 luglio 2008
Assassinati Michele Iacuaniello e Gennaro Di Benito: è faida a Pozzuoli?
Uccisi il 26 Giugno Michele Iacuaniello, 34enne di Monterusciello e Gennaro Di Bonito, 33enne di Pozzuoli. I due, nell'orbita del clan capitanato dal boss Gennaro Longobardi, sono stati assassinati a Quarto intorno alle 11 del mattino. Iacuaniello pare essere il "maggiore" dei due; visto che a soli 22 anni fu condannato al 416bis. Il loro agguato potrebbe essere una frenata alle ambizioni di scalare i vertici dell'organizzazione. Un tentativo, da parte dei due, di sfuggire alle gerarchie che stanno minando da tempo la solidità e la compattezza del clan Longobardi, che ha già subito un duro colpo con l'arresto del boss Gennaro Longobardi (nella foto). Torniamo alla cronaca: erano in sella ad uno scooter T-Max, si trovavano sul tratto di strada che collega via Campana con la statale 7 quater bis, in direzione della tangenziale di Napoli, quando sono stati affiancati da un automobile. Dall'auto sono stati esplosi i primi colpi di pistola che hanno solo ferito uno dei due uomini in sella allo scooter, Gennaro Di Bonito, a terra ed impossibilitato a camminare. La fuga di Michele Iacuaniello, invece, dura poche centinaia di metri è, l'auto con i due killer a bordo, fugge via. Sul posto arrivano immediatamente due ambulanze insieme alle forze dell'ordine che rilevano oltre venti tra colpi di pistola e di mitra. Inutile il trasporto in ospedale, i due moriranno poco dopo. A pochi chilometri di distanza dall'accaduto, in via Grotta dell'Olmo, Tra Giugliano e Licola, verrà ritrovata l'auto dalla quale sono stati sparati i colpi fatali. Si tratta di una Opel Vectra al cui interno sono state trovate una pistola ed una mitraglietta. Ancora sangue, quondi a Quarto. Ma è l'intera area flegrea, in particolare Pozzuoli, che sta vivendi un amaro risveglio, dopo una sorta di pax armata tra i clan della camorra che si spartiscono il potere. Ma in questo caso, secondo le prime ipotesi, pare che la lotta sia tutta interna al clan capeggiato da Gennaro Longobardi (nella foto). Una guerra tutta interna che rischia di degenerare e di scatenare una nuova ondata di piombo e di sangue per le strade di Quarto e di Pozzuoli, vista la voglia di emergere all'interno del gruppo di "giovani ambiziosi". Dopo il ferimento di Adriano Gaudino, nipote del boss Gennaro Longobardi a Monterusciello il 4 Febbraio scorso, toccò a Gennaro Perillo finire sotto i colpi del killer, appena 24 ore dopo. Dopo circa un mese e mezzo fu ferito Ciro Scognamiglio, ritenuto vicino ma non affiliato al clan Beneduce.
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